OpenStack è un sistema operativo Cloud, modulare, in grado di offrire servizi di gestione di processi e storage secondo il modello IaaS (Infrastructure as a Service). È un progetto nato nel 2010 da una collaborazione tra NASA e Rackspace Cloud, che deve la sua rapida crescita a contributi provenienti da fronti diversi. Da un lato vi è la sua natura totalmente open source: OpenStack è scritto in Python ed utilizza diversi altri software liberi; ciò ha contribuito a garantirgli il supporto di un’ampia comunità. D'altro canto, una spinta determinante al suo sviluppo si deve al forte interesse di grandi realtà industriali come HP, Cisco, Dell, AT&T e moltissimi altri. Prima di addentrarci nei meandri della dashboard Horizon, presentiamo brevemente la panoramica generale di questo progetto, al fine di garantire una visione più ampia dell'argomento. Affronteremo, pertanto, una descrizione dei moduli principali che lo compongono, della sua architettura e delle funzionalità.

I moduli di OpenStack

L’immagine seguente è particolarmente indicativa delle finalità di OpenStack: essa mostra come l’ossatura della piattaforma sia costituita da tre grosse funzionalità (compute, network e storage) gestite complessivamente da un data center e pronte per interagire con l’utente mediante dashboard (un pannello accessibile tramite browser) o opportune API di programmazione. Sul sito ufficiale del progetto (https://www.openstack.org/software/) potete trovarne una versione notevolmente più dettagliata, da cui emerge la complessità della piattaforma.


I moduli più importanti di Openstack sono: